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Intervista della radio La voce della Russia a Vincenzo Di Michele ed al suo Io prigioniero in Russia

Jul 23

vincenzo-di-michele.jpg?w=300&h=227Onore alla popolazione  Russa :  in una sua rivisitazione storica, così ha dichiarato  Vincenzo Di Michele nella sua intervista  alla radio internazionale “ La voce della Russia “ in occasione della  ricorrenza del 70° anniversario dell’ offensiva Nazista contro l’unione Sovietica

 

La prima linea era una vero bagno di sangue; era veramente  qualcosa di ossessionante.
Di loro potevo immaginare dei ragazzi ventenni come me; Da Ivan di Pietroburgo ad Alexander del Kazakistan a Vladimir della Siberia  fino ad  Andrej di Mosca.
Io però non li conoscevo. Loro erano il nemico bolscevico che dovevamo sconfiggere.
 E allora  dopo ben 50 anni , voglio ora   scrivere a Ivan, Alexander, Vladimir, Andrej e a tutti i ragazzi Russi,  allora poco più che ventenni: "noi soldati eravamo presenti, ma non disponevamo della padronanza delle nostre menti poiché il soldato semplice, ultima ruota come altre migliaia e migliaia,  è tenuto solo a obbedire e combattere.

(Brano  tratto da  “Io Prigioniero in Russia” di Vincenzo Di Michele - Testimonianza di Alfonso Di Michele, soldato Italiano nella campagna di Russia II guerra mondiale)

 

Nella ricorrenza  del 70° anniversario della  “Grande Guerra Patriottica”,  così definita in Russia, che ha visto l’invasione della Germania nazista contro l’Unione Sovietica,   La Voce della Russia -  che si  colloca fra le cinque più popolari emittenti internazionali, con 109 milioni di audience con trasmissioni in 37 differenti lingue - ha intervistato Vincenzo Di Michele, autore del libro “ Io prigioniero in Russia, figlio del soldato Alfonso Di Michele che partecipò in forza alla divisione Julia alla Campagna di Russia.

L’intervista è stata rilasciata dall’autore alla corrispondente Niva Mirakyan.

 

N.M.:    Perché lei ha deciso di affrontare la storia della “Grande Guerra Patriottica”, precisando a tal conto la definizione da noi russi conferita a tale guerra  ?

Vincenzo Di Michele: Perché mio padre prima di morire nel 1993, dopo ben 50 anni, ha deciso di scrivere un diario raccontando la sua guerra in Russia. Ha raccontato la sua avventura cioè quella di un giovane ventenne che è andato a combattere in Russia nella Seconda Guerra Mondiale.  Pertanto, ho sentito il dovere di rendere una nuova visione storica, un nuovo panorama storico come mai prima si era raccontato. Infatti, si è parlato sempre di strategie di guerra ma non della guerra di ragazzi di 20 anni e del popolo italiano e del popolo russo.

 

N.M.: Che cosa ha scoperto della Russia e dei russi mentre faceva la ricerche per il Suo libro, che non sapeva prima?

Vincenzo Di Michele: Un popolo di grande umanità. Nei libri si è sempre narrato delle sofferenze patite dagli italiani per via dei russi. Indubbiamente, la guerra è guerra, ma quello che non sapevo è stata l’umanità dei Russi  e soprattutto delle mamme russe perché se io sono ora qui a raccontare  queste storie, lo devo proprio alle mamme russe che hanno aiutato tanti, tanti italiani.

 

N.M.: Che impressione ha fatto la Russia sul protagonista del Suo libro ovverosia su suo padre ?

Vincenzo Di Michele: La storia che io ho narrato, l’ho vissuta e quindi scritta  attraverso i racconti di mio padre. Non si può negare come tale guerra abbia provocato i migliaia di morti nei Campi di Prigionia. Ad onor di verità  neanche la Russia si aspettava quell’enorme massa di prigionieri. Peraltro si deve anche dire  che gli stessi russi hanno avuto milioni e milioni di morti perché addirittura, se non erro sono stati 20 milioni.

 

N.M. : Perché a Suo avviso, oggi, nel 2011, è ancora importante scrivere dei libri sulla Seconda Guerra Mondiale?

Vincenzo Di Michele : Perché è importante il revisionismo storico. Hanno sempre  descritto la Russia come un luogo di sofferenza dove sono morti tanti italiani. È vero, lo devo dire, sono morti tanti italiani e anche tanti russi però si deve dare onore alla Russia. Innanzitutto,  il popolo italiano è andato lì a combattere  invadendo  il territorio di un altro popolo e poi  siamo stati accolti nonostante l’evidente povertà economica, da un popolo con grande umanità. Senza dubbio un grande aiuto ai nostri soldati è stato dato dalle  donne  russe. Queste, pur essendo in tempo di guerra e a loro volta con dei figli da sfamare, con un cuore grande come le nostre mamme facevano del loro meglio porgendo ai nostri soldati quel poco   di cui disponevano tra patate, pane carote e miglio bollito. Un sentito tributo anche se a distanza di tempo deve essere conferito a quelle ragazze. Infatti,  e di questo posso dare testimonianza diretta grazie a mio padre il quale è stato un vero e proprio miracolato, anch’esse sono state decise protagoniste;  forse  poi ci sono state anche storie d’amore,  con i famosi “italiansky khorosho”, e grazie a loro, grazie alla Russia, si consegnano alla rivisitazione storica  nuovi elementi  che indubbiamente meritano di essere approfonditi.

 

Se volete ascoltare l’intervista direttamente dal sito della radio internazionale “La voce della Russia” clicca qui:

http://italian.ruvr.ru/2011/07/01/52668960.html

 

Per coloro che volessero saperne di più dell’autore lascio il link diretto che riporta direttamente al suo curatissimo sito nel quale potrete seguire le novità sulle sue pubblicazioni ed eventi:

http://www.vincenzodimichele.it/

cell: 3687472791

 

Recensione “Io prigioniero in Russia”:

http://oubliettemagazine.com/2011/05/25/io-prigioniero-in-russia-di-vincenzo-di-michele-la-stampa-edizioni/

 

 Alessia Mocci

Responsabile dell’Ufficio Stampa di Vincenzo Di Michele

 

Intervista di Alessia Mocci a Federica Ferretti ed alla sua collana Echi da Internet, Rupe Mutevole Edizioni

Jul 18

rupe-mutevole.jpg?w=300&h=81“Echi da Internet” è la nuova collana editoriale della casa editrice Rupe Mutevole Edizioni, la curatrice è Federica Ferretti. La collana intende raccontare il Nuovo Mondo ed il Nuovo Popolo. Un’idea abbastanza originale ed alternativa che ha come oggetto Internet ed il popolo che popola questo mondo virtuale.

Racconti di chat visti come antichi pettegolezzi di lavandaie che si recano al mercato in piazza; la rete ormai è più reale della realtà ed “Echi da Internet” ha scelto di dare spazio alla seconda vita che ognuno di noi ha.

Suddivisa in 4 sottocollane troviamo: “Arte in cucina”, “Gocce di memoria”, “Al bivio (La luce in fondo al Tunnel), “Contemporanea”.

 

Federica Ferretti è stata molto disponibile nell’illustrarci la sua collana editoriale e nell’invitare tutti a partecipare alle nuove selezioni. Buona lettura!

 

 

A.M.: Perché nasce la collana editoriale  “Echi da Internet”?

 

Federica Ferretti: La collana “Echi da Internet” nasce per   rappresentare umori e sensazioni della  odierna realtà multimediale, fornire cioè  una panoramica  linguistica d'insieme di una società in continuo mutamento,  dove cogliere il colore delle voci che ogni giorno occupano la piazza, si incontrano, si conoscono, si "amano", ci riempiono la vita, può essere fonte di notevole arricchimento...la rete viene rappresentata a tutto tondo, in ogni modo, secondo il linguaggio che è proprio di ognuno di noi, secondo le sue inclinazioni, le contaminazioni che più gli si addicono.

 

 

A.M.: Quando nasce la collana?

 

Federtica Ferretti: La nostra storia: abbiamo promosso un'iniziativa sul n. 15, 13 aprile 2011, di Donna Moderna, ospitati nella rubrica Amiche di Salvataggio, perché abbiamo creduto nella possibilità di una letteratura alternativa, multisfaccettata. Quest'idea, nelle sua profonda bellezza, non poteva non premiarci,  così, dai vari  spunti e suggerimenti  di quelle voci, sono nate le sottocollane:

 Arte in cucina:   non  racconterà solo delle vostre doti culinarie, ma rappresenterà il vostro modo di esprimervi nella cucina pensata ed assaporata nel tempo, secondo le   varie tradizioni di cui non possiamo  nè vorremmo, dimenticarci.

Gocce di memoria:  è il file rouge tra passato e presente, nel segno  della nostra cultura...un emozionante viaggio  a ritroso, nella storia della nostra terra.

 Al bivio( La Luce in fondo al Tunnel ): raccoglie il vissuto quotidiano, le  vicende di vita vera che in qualche modo ci solleticano gli occhi ed il cuore nella gravità dei loro aspetti e nell'aspirazione dellla loro risoluzione.

Contemporanea: accoglie a braccia aperte i nuovi scrittori di Non Conventional Literature

 

 

A.M.: Quanto è importante il linguaggio internettiano nella scrittura? E nell’oralità?

 

Federica Ferretti: Così, Echi da Internet, si  dovrebbe caratterizzare per uno stile di certo più asciutto, concreto,  ...dico dovrebbe perché, come ho avuto modo di constatare leggendo e valutando i vari dattiloscritti inviati,    nel linguaggio internettiano, di certo più immediato, in realtà molti  riescono ad esprimere comunque perle di pura poesia...che mi piace definire letteratura  non convenzionale...Secondo me,  ciò lascia degli strascichi... o perlomeno si riflette irrimediabilmente nel parlato, specie  quando  il tempo sembra ormai  sfuggirci.

 

 

A.M.:  “Tu non sei bionda” è la vostra prima pubblicazione. Come sta reagendo il pubblico di lettori?

 

Federica Ferretti: La prima pubblicazione, “Tu non sei bionda”, è quella che, sin dalla scrittura, si impone come  una rappresentazione schietta di un dialogo virtuale a due, perciò, possiamo dire che  risente maggiormente della cultura multimediale, specie quando si  decide di vivere in maniera virtuale anche e forse soprattutto un sentimento d'amore e d'amicizia... con tutti i rischi, ma pure   emozioni... che ne possono scaturire...

 

 

A.M.: Rupe Mutevole è stata al Salone Internazionale del Libro di Torino suscitando notevoli consensi. Che ne pensi dell’esperienza? È stata positiva?

 

Federica Ferretti: L'esperienza del Salone Internazionale del Libro di Torino  ha coinvolto positivamente noi tutti, è stata  senz'altro il trampolino di lancio per molte ed importanti iniziative,  ridando parallelamente  smalto e tempra ad ognuno dei progetti già avviati e non può che avere lasciato un ricordo indelebile nei nostri cuori.  Quando ripartiamo?

 

 

A.M.: Quali sono i criteri di scelta per la pubblicazione di un manoscritto in “Echi da Internet”?

 

Federica Ferretti: Pubblicare con “Echi da Internet” è molto semplice in verità...cerchiamo l'anima vera della gente, che, (è questo  forse il grande merito di INTERNET), molto spesso emerge nella rete, dove, complice l'anonimato in cui è possibile rifugiarsi, si esprime nella sua più intima essenza....cari scrittori virtuali,  vi accogliamo nel mondo delle parole soffocate nel cuore e nell'anima;  urlate forte al cielo ma non ancora pronunciate di fronte all’oggetto del nostro sentire;  vi accogliamo tra le innumerevoli possibilità che le parole offrono, tra i sogni sopiti e le speranze che hanno appena preso corpo. Dai racconti di vita vissuta, ai saggi storici, o leggendari, musicali, pittorici, e perché no, di arte culinaria... daremo particolare risalto alle voci femminili che vogliono raccontare il loro rapporto con il virtuale, il loro navigare controcorrente, l'esito di ogni approdo, felice o doloroso che sia stato.

 

 

A.M.: Qualche consiglio per gli esordienti che desiderano pubblicare?

 

Federica Ferretti: Ciò che mi sento di poter consigliare a chi si avvicina alla meravigliosa esperienza della scrittura, è di lasciarsi guidare dalla penna sul proprio foglio, con enorme spontaneità. Ciò non vuol dire  perdersi in inutili giri di parole, od allucinanti elucubrazioni...credo invece che uno degli ingredienti per la riuscita di un'opera letteraria, sia la semplicità espressiva...seguite il vostro istinto.

 

 

A.M.: Ci sono altre novità per il 2011? Puoi anticiparci qualcosa?

 

Federica Ferretti: Per quanto riguarda le novità, siamo interessati ad aprirci su vari altri fronti...da una parte, lanciare l'idea di una sottocollana più squisitamente dedicata all'arredamento od al savoir fare femminile: SWEET HOME...e dall'altra, avviare un approccio più scientifico...magari una sottocollana dedicata alla psico-musico-terapia...insomma, ragazzi, scriveteci...ce n'è davvero per tutti i gusti!!!

 

Entusiasmo e piedi per terra: ecco ciò che si percepisce dopo aver letto le risposte di Federica Ferretti, una bella apertura mentale e tanta voglia di crescere.

 

Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

http://www.rupemutevoleedizioni.com/

http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

            http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

 

Alessia Mocci

Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

 

La cosa che tu fai, di Federico Li Calzi, tratta da Poetica Coazione - recensione

Jun 20

dscn2710.jpg?w=219&h=300“La cosa che tu fai
è un nostro dispiacere,
se pur congiunge te
al mondo intero è un
evento che ritorna a
passi claudicanti.


Tu lasci che sia così,
un fraseggio di memorie,
uno svuoto di parole,
che sappiano le cose
tacere all’esistenza.


Le cose che tu dici
sono povere miserie,
le più vere
lusinghiere
rimaste ai nostri corpi.


Tu chiami le persone,
cerchi le parole
dici che è la notte
sulla spiaggia che
è morta la luna sulla
sabbia che rimpiange
langue la tua faccia.


Sono momenti che tu
pungi e mostrano la vita,
attimi che seguono
i tuoi sfaceli.


Sono brividi nel corpo
le occhiate di traverso.
Sono brividi nella notte
gli occhi che tu indossi.”

 

Poetica Coazione” è la prima silloge di Federico Li Calzi(1981, Agrigento). La raccolta poetica è stata pubblicata nel 2009 dalla casa editrice Tra@art, ma l’autore ha deciso di espandere la sua opera liberamente, infatti è scaricabile in modo del tutto gratuito sul suo sito web. L’introduzione di “Poetica Coazione” è stata scritta da Nuccio Mula.

 

Le poesie di Federico Li Calzi non presentano un titolo per scelta stilistica, in questo caso in genere il primo verso della lirica ne diviene il titolo. “La cosa che tu fai” è, infatti, il primo verso della lirica, che si trova nelle pagine 54-55 della raccolta. “La cosa che fai tu” è suddivisa in sei strofe libere.

“La cosa che tu fai/ è un nostro dispiacere,/ se pur congiunge te/ al mondo intero è un/ evento che ritorna a/ passi claudicanti.”

 

Versi frantumati da enjambement per restaurare nella mente un ricordo. L’azione, il compiere qualcosa è percepito come dannoso per la continuità del presente e del rapporto tra l’io narrante e la sua compagna. Dispiacere ed unione per lo stesso atto, ci si allontana per avvicinarsi a qualcos’altro, al mondo intero, ai suoi bisogni mondani non senza uno sguardo verso il passato, come se, il personaggio narrato, non fosse sicuro del suo comportamento e continuasse a cercare altrove zoppicando nell’avvenuto.

 

“Tu lasci che sia così,/ un fraseggio di memorie,/ uno svuoto di parole,/ che sappiano le cose/ tacere all’esistenza.”

 

S’ instaura un rapporto di silenzio tra le azioni, la memoria ed il dialogo. L’io narrante, non senza rabbia compassionevole, delinea la relazione come una presenza al di fuori della vita stessa, la verità è lasciata alla musicalità degli eventi lontani, sgombri da descrizioni e vocaboli ed allo stesso tempo esperti e celati all’esistenza, alla realtà del presente. È un mentire a se stessi sapendo di mentire con un intento di leggerezza di esistere.

 

“ Le cose che tu dici/ sono povere miserie,/ le più vere/ lusinghiere/ rimaste ai nostri corpi.”

 

E così le parole, i discorsi del personaggio narrato si plasmano al bisogno di leggerezza laddove è rimasto soltanto il corpo a decretare visibilità. Le povere miserie equivalgono a cose vere e lusinghiere che l’io narrante plasma in un “nostri corpi” ed in un “nostro dispiacere” del secondo verso della lirica.

 

“Tu chiami le persone,/ cerchi le parole/ dici che è la notte/ sulla spiaggia che/ è morta la luna sulla/ sabbia che rimpiange/ langue la tua faccia.”

 

Frenetici versi che riprendono i discorsi e gli atteggiamenti di lei che racconta della notte ormai morta sulla spiaggia e del rammarico della luna per il suo volto, come se si fosse addentrata in una novella remota di astri e natura. Si notano due chiasmi semantici: terzo e quinto verso con notte e luna, quarto e sesto con spiaggia e sabbia; in quest’ultimo si ha anche la figura retorica del chiasmo in allitterazione ed in rima.

 

“Sono momenti che tu/ pungi e mostrano la vita,/ attimi che seguono/ i tuoi sfaceli.”

 

Questi racconti di lei riescono a forare, a colpire la quotidianità del rapporto, le parole riescono a mostrare l’esistenza anche quando sono presentate da parabole fantasiose. Ma ciò che precede il racconto e dunque quei momenti di dialogo non è altro che decadimento, sfacelo personale. È come se tutto partisse dalla perdita, dalla mancanza interiore di Ragione.

 

“Sono brividi nel corpo/ le occhiate di traverso./ Sono brividi nella notte/ gli occhi che tu indossi.”

 

L’anafora iniziale “Sono brividi” presenta quasi una contemporaneità tra corpo e notte. I brividi nel corpo e nella notte si tramutano in occhiate ed occhi. Gli occhi, che il personaggio narrato indossa nella notte, sono paragonati agli sguardi obliqui che rabbrividiscono il corpo.

 

 

 

 

Le tavole sono di Tatiana Parodi, tecnica mista con base acquerello 20 x 30

Contatto: t.parodi74@gmail.com

 

Lascio il link del sito nel quale potrete scaricare gratuitamente la sua raccolta intitolata “Poetica Coazione” ed il link della pagina del social network Facebook:

http://www.federicolicalzi.it/

http://www.facebook.com/pages/Federico-Li-Calzi/188911001130172

 

Link di una recensione di “Poetica Coazione”:

http://oubliettemagazine.com/2011/02/18/poetica-coazione-di-federico-li-calzi-traart-2009/

 

Alessia Mocci

Responsabile dell’Ufficio Stampa “Poetica Coazione”

 

DIRE NO ALLE DROGHE E' POSSIBILE

Jun 09

Viviamo in un modo dove le droghe proliferano e sono alla portata di tutti. I giovani d’oggi inziano gia’ dalle elementari a fare uso di droghe, promuovendo questo come una “cosa da grandi” e che se non lo fai non sei parte di un gruppo. Queste abitudini tendono a fare una pressione molto forte su ragazzi piu’ deboli che poi alla fine cedono perché, lo fa il gruppo. La cosa che sicuramente piu’ attira i giovani è che le droghe permettono, a chi ne fa uso, di disinibirlo e quindi essere piu’ forte e in grado di affrontare le situazioni. Il gruppo di Verona “Dico no alla droga” ha promosso fino a poco tempo fa un opuscolo chiave per la lotta alla prevenzione. L’opuscolo si intitola “La verità sulle droghe”. Le droghe menzionate nell’opuscolo sono: alcol, cannabis, sostanze da inalare, ecstasy, cocaina e crack, ritalin, crystal meth, metanfetamine, eroina, LSD, ossicodone. Per ogni tipo di droghe, nell’opuscolo, vengono riportati gli effetti a breve e lungo termine e i nomi più comuni utilizzati per la droga in questione. L’opuscolo “La verità sulle droghe” e’ diretto a un pubblico giovane, in quanto, da una comprensione su quello che le droghe causano. E’ risaputo che, la corretta informazione, permette ai giovani di comprendere che la cosa migliore è quello di non usare droghe. Oggi molti sono i mezzi usati per far si che non si utilizzi la droga, ma solo un mezzo ha veramente successo che è la corretta informazione. Oggi il mondo continua sempre più a degradarsi togliendo ai giovani con le doghe, tutte le gioie del vivere perché, come disse il filosofo e umanitario Ron Hubbard: <>. Alessandro Gentilini

Mauronline, la vendita di libri online diventa a misura di cliente

May 16

Internet è diventato un mezzo molto utilizzato per la vendita di libri online. Negli ultimi anni hanno visto la luce e si sono sviluppati sul web tantissimi nuovi portali, dove è possibile acquistare ogni tipo di testo letterario o pubblicazione.
 
In questi smisurati “mercati virtuali” si corre però il rischio di venire disorientati a causa dei tanti prodotti in vendita, dei libri in promozione, delle recensioni e dei giudizi dei clienti. Non è infrequente, in questi casi, che il navigatore abbandoni la strada dell’acquisto per aver percepito una sensazione di completa confusione e conseguente insicurezza. In situazioni del genere, soprattutto per gli internauti meno “navigati”, può rivelarsi opportuno rivolgersi a un rivenditore online di dimensioni più “domestiche”, dove si può avere la felice impressione di trovarsi realmente a contatto con gli scaffali di una libreria.

Il sito Mauronline.it ha il pregio di saper conciliare la tradizione con la praticità dei moderni mezzi di acquisto; nato nel 2010, raccoglie l’importante eredità della storica Libreria Mauro, aperta nel lontano 1956 in via Rugabella a Milano. Mauronline.it è un sito per la vendita di libri online. Ha un’interfaccia semplice e trasparente, e si possono ritrovare pubblicazioni di tutti i tipi, con generi che spaziano dalla saggistica alla narrativa. Un occhio particolare è rivolto, così come era sempre stato nella Libreria Mauro, alle edizioni scolastiche, alle quali è abbinato lo speciale servizio online di consultazione adozioni delle scuole. Altri importanti servizi fruibili sul sito sono la ricopertinatura e la possibilità di acquistare dei libri in promozione stagionale. Il pagamento online può essere effettuato utilizzando tutte le principali e più diffuse carte di credito; ultimata la transazione, i testi acquistati vengono spediti in pochi giorni al recapito indicato. In alternativa  è anche possibile ritirare l’ordine personalmente, presso il pick-point ubicato in via Crema 6, a Milano.

Poetica Coazione: il booktrailer - Federico Li Calzi

Apr 19

poetica-coazione.jpg?w=153&h=267La poesia è l’arte che maggiormente materializza con una sola parola un’intera vita trascorsa ad immaginare. Per sua definizione la poesia trasmette immagini al lettore. Come poteva quindi la poesia non apprezzare l’incontro con il video e, con la possibilità di mostrare una visuale per poi contorcersi nuovamente a se stessa con la sua complessità di animo?

Il booktrailer è così un invito a fare conoscere il libro, la carta stampata e non, come un vantaggio visivo e con un punto di vista da prendere in considerazione. Un punto di vista da approvare, da contraddire, da condividere, da confutare.

Il booktrailer della raccolta di poesie “Poetica Coazione”, edita nel 2009 dalla casa editrice Tra@art e scritta da Federico Li Calzi, è un ottimo esempio di “punto di vista”. Saranno poi i fruitori ad approfondire appena poco più di un minuto di immagini e parole, frasi che riportano alla riflessione non solo sul libro presentato ma sulla poesia in toto.

“Cosa accade quando la poesia incarna il ritmo dei ricordi…

…e quando i ricordi sono legati a dei luoghi?

Un messaggio lasciato in questi luoghi…

…che diventano luci e colori.

Dal creatore di suoni nelle parole, Federico Li Calzi…

…una storia senza tempo e di sentimenti universali.”

Ricordi e luoghi senza tempo che si accavallano senza la possibilità di allineamento statico. Le parole compaiono nello schermo mentre una giovane donna cammina sfiorando con i suoi piedi nudi la sabbia, dietro una vastità d’acqua. Non è importante chi sia questa figura, il suo movimento ondeggiante ricorda il trascorrer del tempo ed il passaggio delle correnti stilistiche.

 

“Poetica Coazione” è una sorpresa invitante per il lettore. La musicalità delle parole delle liriche presenti nella raccolta sbalordisce per la sua naturalità e per l’estrema forza espressiva e visiva. Sentimenti che ricordano un foulard bordeaux che slegatosi dal collo di una bella donna vola via per la strada, in uno scandaglio di movenze corredate di fascino e stile. Ogni verso, in questo modo, è come uno spostamento che costruisce la lirica con il suo andamento fluido e circolare.

 

È possibile veder il booktrailer di “Poetica Coazione” sul sito youtube:

http://www.youtube.com/watch?v=FJdIOd5YKys

 

 

Il booktrailer è stato realizzato dalla Faster Keaton Produzioni (faster.keaton@gmail.com) che ha realizzato per lo stesso autore anche una poetrytrailer (video poesia) “Narcotici i tuoi occhi” (http://www.youtube.com/watch?v=a450Oua9hmo&feature=related).

Link sito dell’autore nel quale potrete scaricare gratuitamente “Poetica Coazione” e link pagina facebook:

http://www.federicolicalzi.it/

http://www.facebook.com/pages/Federico-Li-Calzi/188911001130172

Alessia Mocci

Responsabile dell’Ufficio Stampa di “Poetica Coazione”

Intervista di Alessia Mocci ad Emanuele Casula ed al suo 2012 Obama’s Burnout

Apr 11

2012-obamas-burnout.jpg?w=200&h=300Emanuele Casula è nato a Cagliari nel 1975. “2012 Obama’s Burnout” è la sua prima pubblicazione, edita nel 2011 dalla casa editrice Robin Edizioni di Roma. Un romanzo “ non apocalittico ma sull’apocalisse” che nasce dal bisogno di confrontarsi, ascoltarsi, leggersi e dalla conoscenza che Emanuele ha potuto assimilare durante la sua permanenza in un Kibbutz ed in Africa. “2012 Obama’s Burnout” vede come protagonista assoluto un uomo, il Dottore, che cerca di migliorare le sorti del suo Paese; è accompagnato in quest’avventura di poche giornate da Abraham( il nome del capostipite dei monoteismi ndr) e soprattutto da l’Esperto, personaggio particolare che riesce a sbalordire persino lo scettico Dottore. Omicidi, catastrofi, guerre civili ed un 21 dicembre 2012 che terrorizza.

Emanuele è stato molto gentile e disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla sua vita e sulla sua opera. Buona lettura!

 

 

 

A.M.: A bruciapelo: un libro sul 2012 i lettori si devono aspettare l'ennesima catastrofe stile Hollywood?

 

Emanuele Casula: Apocalisse significa rivelazione di ciò che è nascosto: è proprio questo il punto. Secondo me l'uomo sta per cambiare, è prossimo a vedere la Verità presente nel cosmo, è prossimo a diventare padrone di se stesso e del suo libero arbitrio. Una guerra mondiale è l'ideale per impedire che ciò avvenga. Nel libro voglio dire chiaramente proprio questo: non aspettatevi dal Mondo Divino e Spirituale una catastrofe ma piuttosto aprite gli occhi perché sarà l'uso del nostro Libero Arbitrio a causare una catastrofe “etica” in senso positivo. Una volta aperti gli occhi la Verità apparirà semplice, inscalfibile, vicina: esterna e divina. Come immagino nel libro, per chi l'ha letto e per chi lo leggerà.

 

 

A.M.: Quando e perché nasce l’idea di “2012 Obama’s Burnout”?

 

Emanuele Casula: Molti collegano questo libro alla mia esperienza nel Kibbutz od a quella in Africa. Se vogliamo sì, nel senso che nei viaggi non ho fatto che appurare che davvero ogni popolo, ogni creatura ha le sue ragioni e che i casini ora li stiamo facendo noi occidentali con la nostra incapacità di capire gli altri. Andare in un altro paese significa chiedere il permesso, ascoltare e confrontarsi ma per troppo tempo siamo andati ad insegnare ciò che nemmeno noi sappiamo o pratichiamo: libertà, democrazia, religione. Il libro è nato da questo: ognuno ha da conoscere se stesso e mettersi alla prova non andare a devastare altri paesi liberi di fare ciò che vogliono.

 

 

A.M.: Il Dottore. Il personaggio principale del thriller è totalmente frutto della tua fantasia oppure ha una qualche base reale?

 

Emanuela Casula: Il Dottore. Eh, diciamo che il Dottore impersonifica tutte le persone che mandano avanti i nostri paesi nonostante tutto. Come dice un mio amico scozzese: l'Italia per com'è dovrebbe implodere ma evidentemente c'è gente che lavora e paga per tutti gli altri che non lo fanno. Il Dottore infatti è rispettoso delle istituzioni così come delle persone che gli ruotano intorno, soprattutto ad esempio dell'autista del truck, un uomo  costretto a guidare di nascosto nonostante il blocco stradale governativo pur di sopravvivere economicamente. Anche con gli immigrati: il Dottore non li tratta da “negri” (come paradossalmente si fa negli aiuti umanitari) ma come gente “coi controcazzi” da cui pretende molto più che venire a lavorare in occidente come schiavi. Il Dottore lavora sul ciglio di una catastrofe, se ne frega di tutto perché il suo compito vero è assolvere ciò per cui è nato, rinuncia anche a vivere come gli altri, forse all'amore: è una persona piena di difetti e problemi ma vuole solo essere sincero davanti a sé stesso, a chi ama ed al divino.

 

 

A.M.: L’esperto: un antagonista neutrale. Puoi utilizzare cinque aggettivi per descriverci questa figura?

 

Emanuele Casula: Mi chiedi 5 aggettivi? Io ti do cinque parole in sequenza per descriverlo: rappresenta tutto ciò che ignoriamo e che verrà rivelato. Torno col concetto di prima: l'uomo vive accanto a cose abnormi e sconvolgenti, basterebbero un paio di passaggi logici deducibili per capire che la vera follia è vivere per come viviamo, e cioè ignorando tutto.

 

 

A.M.: La guerra in Medio Oriente. Un tema scottante. È piuttosto affascinante che il tuo libro palesi ciò che nella realtà sta accadendo, pensi che con il 2012 possa davvero portare scompiglio nella popolazione mondiale?

 

Emanuele Casula: Su questo avrei molto da dire. Come dice il Dottore: è ovvio quello che accadrà in Iraq, è come se un premio Nobel per la Chimica unisse dei reagenti esplosivi e si stupisse dell'esplosione. Per sintetizzare te la pongo così: se degli stranieri arrivano nel tuo paese, ti prendono le ricchezze, ti mettono in carcere senza motivo, ti stuprano  chi ami, ti uccidono i tuoi figli, ti distruggono e disprezzano il tuo stile di vita, ti torturano e ti seviziano e poi quando ormai sei pieno di odio e follia ti liberano mettendoti un mitra in mano e ti dicono: ora sei un uomo libero in democrazia, che cosa fai? Dimmi tu cosa faresti. Io mi preoccuperei. Io mi preoccupo. Uso questa metafora per indicare i paesi che tutti noi occidentali (non gli americani) abbiamo devastato ed ora li mettiamo con la democrazia in mano. La democrazia richiede stabilità, pace sociale, rispetto e non terrore, vendetta e guerre civili. Anzi, la democrazia è tremenda in situazioni instabili. Ma chi sta al potere lo sa benissimo cosa ha fatto e dove stiamo andando. Io ho solo provato ad immaginare le conseguenze logiche di ciò che abbiamo fatto a quei popoli, le reazioni che avranno nell'arco di mesi non di anni. Ed ora vedrete cosa succederà quando Al Maliki formerà il governo irakeno. E provate ad immaginare adesso Israele in mezzo a queste democrazie instabili. Fate 1+1. Quanto fa?

 

 

A.M.: Social network ed editoria. Dove si arriverà?

 

Emanuele Casula: Piuttosto invece possiamo parlare di solitudine da una parte e dei media (compresi i social network) ed editoria dall'altra. Della nostra solitudine si cibano i media che scelgono cosa imporci in un'offerta abnorme mentre tutti noi parliamo e nessuno si ascolta. Possiamo avere anche migliaia di amici virtuali ma se i media decidono che un autore (cantante, regista, attore, scrittore etc.) è cool allora lo diventa e vende. Ma così come siamo tutti scrivono e nessuno legge. L'editoria sopravvive comunque anche solo nel pubblicare migliaia di libri per cui si copre sempre le spese. Il discorso è: se un autore fosse valido e scomodo, dal vertice l'editoria non avrebbe interesse a lanciarlo, mentre dalla base nessuno lo ascolterebbe. Quindi in ogni caso la vincono i media di potere che male che vada si coprono le spese.

 

 

A.M.: Secondo te, qual è il target di lettori che apprezzano una lettura come “2012 Obama’s Burnout”?

 

Emanuele Casula: Se il lettore non si fa scoraggiare dalla paura di leggere l'ennesima catastrofe il libro è per chi si ferma, si guarda in faccia col vicino, col collega, col partner, con se stesso e dice: ok, adesso è la terra di Latte e Miele, ma fra qualche settimana sarà un casino come in Giappone. Come possiamo non accorgerci? Continuiamo a prenderci per il culo?

 

 

A.M.: Hai già presentato ufficialmente il libro?

 

Emanuele Casula: Allora sto organizzando per Roma, Bologna e sicuramente Cagliari. Ben accetta qualsiasi collaborazione (qualsiasi cosa venga in mente a chi legge).

 

 

A.M.: Tornando indietro cambieresti qualcosa di “2012 Obama’s Burnout”?

Emanuele Casula: A questo punto mai guardarsi indietro anche se la tentazione è forte. L'imperfezione è insita in noi umani, l'importante è mirare a migliorarsi.

 

 

A.M.: Hai qualche novità editoriale nascosta nel tuo hard disk?

 

Emanuele Casula: Negli ultimi anni ho imparato solo una cosa: parlare senza fare non serve ad un emerito cazzo. Come direbbe il Dottore.

 

 

Ringraziando Emanuele per le risposte accurate e chiare vi lascio il link di una recensione di “2012 Obama’s Burnout”:

http://oubliettemagazine.com/2011/03/23/2012-obama%E2%80%99s-burnout-di-emanuele-casula-robin-edizioni/

Sito per ordinare il libro ed il link della rivista letteraria nella quale l’autore scrive mensilmente:

http://www.robinedizioni.it/2012-obamas-burnout

http://www.lunarionuovo.it/?q=node/281

Alessia Mocci

Responsabile dell’Ufficio Stampa di Emanuele Casula

 

 

 

Afolki porta la cultura berbera al Salone Internazionale del Mobile di Milano

Apr 08

Afolki offre i propri tappeti berberi per l’arredamento degli spazi espositivi di importanti aziende nel settore interior design

Una ricca collezione di nuovi e preziosi tappeti berberi Beni Ourain, Azilal, Marmoucha, Chichaoua e Talsent selezionati direttamente da Mohamed El Alami,  esposti al salone Internazionale del Mobile di Milano, dal 12 al 17 aprile,  presso importanti azienda italiane, protagoniste del design e dell'arredamento di interni:

• Busato, Padiglione 4, stand A11
• Ebanart srl, Padiglione 4, stand L25
• Roda Interior Garden Design , Padiglione 20 C11

Questa nuova forma di presentazione dei prodotti artigianali berberi, ad una manifestazione così prestigiosa e visitata come il Salone Internazionale del Mobile e dell'arredamento, nasce dalla opportunità di poter mostrare i tappeti berberi ambientati in armonia con l'arredamento, anche secondo stili diversi, per valorizzarne colori e consistenza.

La varietà di materiale, colori e dimensioni tipiche dei tappeti berberi, antichi o moderni, li rende un elemento decorativo perfetto per qualsiasi tipo di ambiente.

La Ditta Afolki, tra i prodotti esposti al Salone Internazionale del Mobile, darà particolare rilievo alla selezione di tappeti Talsent e Chichaoua dalle caratteristiche pigmentazioni sui toni del rosso, senza trascurare i preziosi Beni Ourain, massima espressione dell’arte berbera. Diversi uno dall’altro, realizzati con materiali semplici, colorati con tinte naturali e decorati con semplici motivi geometrici, i Tappeti Berberi confermano la loro caratteristica di pezzi unici, elementi di arredo molto caldi e versatili.

Afolki in Italia e nel Mondo

Oltre 10 anni fa, la ditta Afolki è stata fondata da El Alami Mohamed con l’obiettivo di diffondere la cultura berbera e il patrimonio artigianale marocchino. In Italia e in tutta Europa.

La ditta ha sede a Bassano del Grappa (Vi) dove è situato il magazzino e lo show-room e svolge l'attività di importazione e vendita all'ingrosso di tappeti berberi dal Marocco e di pezzi di antiquariato berberi e tuareg, personalmente acquistati da El Alami.

Protagonista delle principali fiere di design, arredamento di interni, come Maison&Objet di Parigi e il Salone del Mobile,  la ditta Afolki è affermata e stimata protagonista del panorama europeo per l’interior design sia per i tessuti e tappeti berberi moderni che per le collezioni antiche.

La ditta Afolki propone i propri prodotti, tappeti, arredi e tende berbere,  anche per il noleggio per set fotografici e cinematografici.

Per ulteriori informazioni
AFOLKI Tappeti - Via Sarson, 61 - 36061 Bassano del Grappa (Vi) - IT    info@afolki.com
Contatti: Tel. +39 0424 504662 – Responsabile Mohamed El Alami  Tel. 328 74 29 460
Commerciale Nazzarena Cinti  Tel. 338 4725762 .  Sito Web www.afolki.com

Afolki porta la cultura berbera al Salone Internazionale del Mobile di Milano

Apr 08

Afolki offre i propri tappeti berberi per l’arredamento degli spazi espositivi di importanti aziende nel settore interior design

Una ricca collezione di nuovi e preziosi tappeti berberi Beni Ourain, Azilal, Marmoucha, Chichaoua e Talsent selezionati direttamente da Mohamed El Alami,  esposti al salone Internazionale del Mobile di Milano, dal 12 al 17 aprile,  presso importanti azienda italiane, protagoniste del design e dell'arredamento di interni:

• Busato, Padiglione 4, stand A11
• Ebanart srl, Padiglione 4, stand L25
• Roda Interior Garden Design , Padiglione 20 C11

Questa nuova forma di presentazione dei prodotti artigianali berberi, ad una manifestazione così prestigiosa e visitata come il Salone Internazionale del Mobile e dell'arredamento, nasce dalla opportunità di poter mostrare i tappeti berberi ambientati in armonia con l'arredamento, anche secondo stili diversi, per valorizzarne colori e consistenza.

La varietà di materiale, colori e dimensioni tipiche dei tappeti berberi, antichi o moderni, li rende un elemento decorativo perfetto per qualsiasi tipo di ambiente.

La Ditta Afolki, tra i prodotti esposti al Salone Internazionale del Mobile, darà particolare rilievo alla selezione di tappeti Talsent e Chichaoua dalle caratteristiche pigmentazioni sui toni del rosso, senza trascurare i preziosi Beni Ourain, massima espressione dell’arte berbera. Diversi uno dall’altro, realizzati con materiali semplici, colorati con tinte naturali e decorati con semplici motivi geometrici, i Tappeti Berberi confermano la loro caratteristica di pezzi unici, elementi di arredo molto caldi e versatili.

Afolki in Italia e nel Mondo

Oltre 10 anni fa, la ditta Afolki è stata fondata da El Alami Mohamed con l’obiettivo di diffondere la cultura berbera e il patrimonio artigianale marocchino. In Italia e in tutta Europa.

La ditta ha sede a Bassano del Grappa (Vi) dove è situato il magazzino e lo show-room e svolge l'attività di importazione e vendita all'ingrosso di tappeti berberi dal Marocco e di pezzi di antiquariato berberi e tuareg, personalmente acquistati da El Alami.

Protagonista delle principali fiere di design, arredamento di interni, come Maison&Objet di Parigi e il Salone del Mobile,  la ditta Afolki è affermata e stimata protagonista del panorama europeo per l’interior design sia per i tessuti e tappeti berberi moderni che per le collezioni antiche.

La ditta Afolki propone i propri prodotti, tappeti, arredi e tende berbere,  anche per il noleggio per set fotografici e cinematografici.

Per ulteriori informazioni
AFOLKI Tappeti - Via Sarson, 61 - 36061 Bassano del Grappa (Vi) - IT    info@afolki.com
Contatti: Tel. +39 0424 504662 – Responsabile Mohamed El Alami  Tel. 328 74 29 460
Commerciale Nazzarena Cinti  Tel. 338 4725762 .  Sito Web www.afolki.com

Una soluzione intelligente alle difficoltà quotidiane, di Sebastiano Zanolli, Franco Angeli Edizioni

Apr 07

unasoluzioneintelligente-1.jpg?w=159&h=2Credo che solo il fatto di appartenere al genere umano sia condizione sufficiente per non avere timori e ritrosie nell’affermare, mostrarsi e a volte chiedere.

Quando parlo di “affermare”, mi riferisco a qualcosa di più che non al semplice “enunciare ciò a cui miro e ciò di cui mi occupo”.

Si tratta di rendere palesi i propri valori, i propri sistemi di credenze, i propri sogni, le proprie visioni, e lasciar scorrere il proprio spirito e la propria energia.”

 

“Lasciar scorrere il proprio spirito e la propria energia”. No, non siamo davanti ad una citazione fanatico religiosa, bensì davanti ad una pubblicazione che sta a metà tra saggio e manuale e che definisce le possibilità del mondo di persone con le quali ci definiamo e/o entriamo in conflitto, in poche parole siamo davanti ad una riflessione accurata sui nostri tempi e su uno congegno nuovo quale il Networking.

 

Una soluzione intelligente alle difficoltà quotidiane”, edito nel 2005 dalla casa editrice Franco Angeli Edizioni nella collana “Trend”, è la seconda pubblicazione di Sebastiano Zanolli(Bassano del Grappa, 1964). L’autore nel 2003 pubblica “La grande differenza. Una mappa utile per raggiungere le proprie mete” che arriverà a ben quindici ristampe, nel 2006 “Paura a parte. Riflessioni e suggerimenti sul lavoro, la vita e la paura in un mondo precario”; nel 2008 “Io, società a responsabilità illimitata. Strumenti per fare la grande differenza” e nel 2010 “Dovresti tornare a guidare il camion Elvis. Puntare sul proprio talento quando tutto sembra non funzionare”. Ciò che sorprende di Sebastiano Zanolli è la sua capacità di osservazione della realtà ed il riuscire a dare delle soluzioni realizzabili negli ambiti prefissi dal soggetto/lettore, ambiti quali la realizzazione professionale ed artistica.

 

Sebastiano gioca con titolo e sottotitolo, quale quest’ultimo esplicazione del contenuto del libro. In “Una soluzione intelligente alle difficoltà quotidiane” troviamo infatti come sottotitolo: “Creare reti di relazione per affrontare il caos di ogni giorno”.

Il libro consta della prefazione di Mario Silvano, diciassette capitoli ed i ringraziamenti. Ogni capitolo si apre con una citazione ad hoc di scrittori, antropologi, scienziati, politici, filosofi, economisti, un’immersione a 360° per cercare di chiarire alcuni concetti madre per spuntarla in un mondo in evoluzione costante: Internet. Il Networking, così, diviene un utilizzo conscio della rete di relazione per un miglioramento personale e globale, un processo creativo, paradigma di libertà e di incontro delle necessità proprie ed altrui in una situazione di win/win (vincitore/vincitore) e non più di win/lose (vincitore/perdente).

 

Esistono diversi studi che provano come l’onestà e l’integrità morale siano i veri punti di forza degli individui e delle organizzazioni.

Il Forum Comportation di Boston, studiando 341 venditori di 11 diverse aziende, scoprì che ciò che differenziava i produttori e li faceva percepire come i migliori del mercato dai clienti finali erano l’onestà e la sincerità dei venditori.

Non la competenza, non la simpatia, non l’astuzia.

L’onestà.”

 

Niente di nuovo? Mario Silvano, nella sua introduzione,  propone una chiave di lettura abbastanza interessante: quando si prende in mano “Una soluzione intelligente alle difficoltà quotidiane” si ha l’impressione di esser davanti ad un libro che poco può arricchire la nostra conoscenza eppure le reazioni alla sua lettura saranno: “Quanto è vero!”, “Condivido questo punto”, “Questa è una rivelazione importante”, “Questo lo sapevo, ma non sapevo più di conoscerlo” ed io aggiungerei “Avevo le nozioni ma non le ho mai combinate per cercare la soluzione perché, forse, sbagliavo domanda”.

 

È la forza di appartenenza che genera fiducia reciproca.

Quella forza che abbiamo perso in tanti frangenti con l’evolversi della civiltà dei consumi. Non è importante sentirsi sicuri attraverso le persone: è importante sentirsi sicuri possedendo, comprando cose.

Ecco la rivoluzione che ci ha disorientato.

Ecco il grande equivoco.

Ma le cose, i beni, da soli non aiutano. Non risolvono.

 

Vi lascio il link del sito di Sebastiano Zanolli per maggiori informazioni e curiosità:

http://www.sebastianozanolli.com/cms/

 

Ed il link per ordinare “Una soluzione intelligente alle difficoltà quotidiane ” e le altre sue pubblicazioni:

http://www.sebastianozanolli.com/cms/?page_id=144

 

Link recensione “Dovresti tornare a guidare il camion Elvis”:

http://oubliettemagazine.com/2011/03/03/dovresti-tornare-a-guidare-il-camion-elvis-di-sebastiano-zanolli-franco-angeli-edizioni/

 

Alessia Mocci

Responsabile dell’Ufficio Stampa di Sebastiano Zanolli

 

 

 

 

 


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